domenica 9 ottobre 2011

DOMENICA A PIEDI

DOMENICA A PIEDI. CONTROLLI POTENZIATI SULLE AUTO CON PERMESSI PER I DISABILI

In occasione della domenica a piedi (dalle 8 alle 18) saranno dedicati particolari controlli a chi espone il pass per i portatori di handicap. Nei 70 punti di verifica dislocati in città la Polizia Municipale farà accertamenti per verificare che questi mezzi, compresi tra quelli esonerati dal divieto di circolazione, siano realmente adoperati per il trasporto dei diversamente abili.
“E’ una misura decisa con il comandante della Polizia Locale Tullio Mastrangelo  per scoraggiare quei furbetti del pass che vogliano fare un uso improprio delle auto per bypassare il blocco del traffico. Quest’azione contro gli abusivi del pass dà forza ad una vera politica sociale a favore dei disabili”. Lo affermano l’assessore alla Sicurezza e Coesione Sociale del Comune di Milano Marco Granelli e l’assessore alle Politiche Sociali Pierfrancesco Majorino.

MILANO e EXPO


Il sindaco di Milano:
"Anomalie sospette nella prima gara con il meccanismo del massimo ribasso"

Il primo appalto di Expo 2015, 90 milioni di euro per la pulizia dei terreni, è stato vinto con un ribasso del 47% sulla base d’asta. La cosa mi ha molto colpito: o ci si è sbagliati nella valutazione dei costi del lavoro o l’offerta vincente è stata davvero anomala. Ne ho parlato con Sala, l’ad di Expo, e abbiamo deciso di cambiare le regole dei bandi di gara». Al seminario sulle «Mafie al Nord» organizzato a Torino da Libera, Giuliano Pisapia, sindaco di Milano, porta la sua preoccupazione per la penetrazione della criminalità organizzata negli appalti per le grandi opere, in cima alle quali, ora, c’è l’Expo. Per riscrivere le regole degli appalti si è affidato ad un pool di esperti. Ma ci sono anche altri piani su cui Pisapia vuole lavorare. «Stiamo approntando una task force - dice ancora che incroci tutti i dati disponibili per arrivare alle ricchezze che non hanno spiegazioni. Le ultime normative consentono ai Comuni di incassare il 100% delle multe per evasione fiscale cui si sia pervenuti sulla base delle nostre segnalazioni. Questo tipo di lavoro può essere speso anche nella lotta per scoprire i patrimoni mafiosi».

La Lombardia è la terza regione d’Italia per beni sequestrati ai mafiosi. E uno di questi - un centro sportivo milanese finito nelle mani sbagliate e poi chiuso dal prefetto - è stato incendiato ieri. «Un pessimo segnale e che sia accaduto in pieno giorno è ancora più grave» il commento del sindaco. Speculare all’infiltrazione negli appalti pubblici è quella nella politica. Su quest’ultimo versante l’analisi-denuncia di un altro primo cittadino, Marta Vincenzi, sindaco di Genova, è netta: «Fra il 2007 e il 2009, periodo di grande trasformazione dei partiti tradizionali e della nascita di nuovi, hanno fatto il loro ingresso nella politica figure di secondo piano da cui stanno emergendo soggetti che sfiorano questi mondi. Il fenomeno del voto di scambio è preoccupante e ha a che fare con quasi tutti i partiti». Per Vincenzi nemmeno il suo, il Pd, può chiamarsi fuori: «Parlo per la mia parte, non di chi non si pone la questione della legalità. Ce ne siamo accorti in ritardo, quando erano già in atto questi fenomeni, accentuati dal decadimento dell’economia e della classe dirigente». Lato positivo: «L’aver concentrato i fondi europei nel risanamento urbanistico e culturale dei nostri quartieri più degradati».

Anche Piero Fassino, sindaco di Torino, conviene: «La politica è più debole ed è più esposta a questi fenomeni, proporrò anch’io una commissione antimafia comunale. A Torino comunque, negli ultimi 20 anni, è stata affrontata una gigantesca trasformazione urbanistica a partire dai 10 milioni di metri quadri di aree industriali dismesse e l’aver gestito gli appalti nel segno della trasparenza è stato un modello positivo». Abbozza «una certa invidia» Nando Dalla Chiesa, autore di una lucida analisi del modello opposto, quello della ‘ndrangheta che nel Milanese «sa sfruttare i «coni d’ombra (anche dell’informazione)». L’economista Marco Vitale aveva scelto pure lui, poche ore prima, di parlare di «anticorpi debolissimi del mondo milanese».

Sulla «mimetizzazione» delle mafie hanno insistito in tanti - fra magistrati, operatori sociali, studiosi e volontari sul territorio nei due giorni di confronto - e in particolare il procuratore aggiunto di Palermo, Antonio Ingroia, ha dato conto di quanto «la ‘ndrangheta sia stata più lungimirante di Cosa Nostra nel precederla di un decennio in questo processo di mimetizzazione dell’economia mafiosa e dei suoi uomini al Nord».

Va da sé che don Luigi Ciotti, nel chiudere i lavori, denunciasse «l’urgenza di alzare il livello dell’allarme sull’insediamento delle mafie nell’economia del Nord». Ma la vera novità emersa dal seminario che il presidente nazionale di Libera ha rilanciato con forza è stata «la proposta di cambiare il codice antimafia che entrerà in vigore il 13 ottobre. Misurando le parole, io dico che non c’è solo il rischio di un passo indietro nella lotta alle mafie. Il passo indietro c’è già, perché, fra le altre difficoltà che introduce, in questo codice c’è la furbizia di una prescrizione breve anche dei beni confiscati».

Anna Canepa, della Direzione nazionale antimafia, non dimentica le «nuove» misure legislative in materia di intercettazioni: «Rappresentano anche un forte depotenzionamento nella lotta alle mafie: non ci consentiranno più di chiedere al giudice intercettazioni per i reati-spia che conducono spesso alla scoperta delle associazioni mafiose».

(La Stampa, 9 ottobre 2011)

sabato 8 ottobre 2011

CULTURA FUORI ZONA.

Mafia al Nord? E pensare che c’è ancora chi vuole fare finta di nulla.

Dalla negazione alla consapevolezza. Per affrontare un problema grave per prima cosa bisogna essere realisti e non nascondere la verità. Solo allora si può iniziare a lavorare seriamente per una soluzione.
Milano, dopo aver sentito un suo sindaco, Paolo Pillitteri, dichiarare nel marzo dell’89 che la mafia non esiste e dopo aver visto l’ex sindaco Letizia Moratti alla trasmissione “Annozero” del maggio 2009 minimizzare e nascondere la questione, finalmente raggiunge la consapevolezza: ora alle parole devono seguire i fatti.
Se la mafia si sta attrezzando, in vista di Expo 2015, allora le istituzioni milanesi e lombarde non possono stare a guardare. 
Vi segnalo per questo la presentazione del libro "MAFIA A MILANO. 60 ANNI DI AFFARI E DELITTI", in compagnia degli autori Giampiero Rossi, Mario Portanova e Franco Stefanoni e dei giornalisti Gianni Barbacetto e Gaetano Liguori.

Per ribadire che Cosa nostra e 'ndrangheta in Lombardia ci sono da oltre mezzo secolo e oggi - purtroppo - stanno fin troppo bene.
Per conoscere i nomi e i luoghi e per sapere quali affari sporchi legati alla criminalità organizzata si sviluppano vicino a noi. Per passare una serata respirando cultura antimafiosa e facendosi anticorpi di legalità. 

Lunedì 10 ottobre 
Dalle 18.00 alle 20.00
Galleria San Fedele
Via U. Hoepli 3a
Milano
 












Rubattino, un quartiere senza servizi

Riqualificazione urbana. Il progetto per quest’area della periferia est, approvato nel 1997, è ancora in alto mare

Rubattino, un quartiere senza servizi
Per il giovane quartiere Rubattino, nato alla periferia est di Milano sulle ceneri delle grandi aree industriali della Innocenti e della Innse, il progetto di riqualificazione è scritto dal dicembre del 1994. In questo quartiere ha visto la luce la Lambretta e oggi, ci abitano più di 3000 persone, tra gli storici residenti e le tante giovani famiglie che hanno scelto questo quartiere per vivere. Per loro però il progetto di riqualificazione è  rimasto in gran parte sulla carta ed è lontano dall'essere concluso.
E i disagi per i lavori lasciati a metà si fanno sentire quotidianamente. Il Programma di riqualificazione urbana (Pru) è stato approvato dalla Giunta comunale di Milano il 31 dicembre 1997 e sottoscritto dal Comune, dalla Regione e dal Ministero ai Lavori Pubblici nel 1998. Prevedeva l'intervento da parte del gruppo immobiliare Aedes su una superficie di 504.469 mq con la costruzione in dieci anni di un mix funzionale di residenze libere, convenzionate e sovvenzionate, strutture commerciali, direzionali e sportive, luoghi ricreativi e culturali, infrastrutture, oltre alla realizzazione di un grande parco urbano. La prima fase del progetto doveva concludersi nel 2004, e ancora oggi non è completata, prevedeva la costruzione di quasi tutti gli edifici residenziali e commerciali a ovest della tangenziale; la seconda fase, non ancora avviata,  prevedeva la realizzazione di altri edifici residenziali, produttivi, direzionali e di servizi, nonché il completamento del grande parco urbano, a est della tangenziale. Tra gli impegni della prima fase ancora oggi inattuati vi è ad esempio la costruzione di un nuovo complesso scolastico. Chiusa nel 2005 per lavori di ristrutturazione, la vecchia scuola avrebbe dovuto essere riconsegnata ai bambini del quartiere, nel frattempo trasferiti in altre sedi, nel 2007.
Ma come spesso accade in queste situazioni, il cantiere incontra una serie di difficoltà che portano nel 2008 alla rescissione del contratto da parte del Comune. Con la presentazione di un nuovo progetto approvato dalla Giunta con scadenza settembre 2010 si provvede alla demolizione del vecchio edificio: l'adeguamento ad alcune nuove normative tecniche comporta un ulteriore costo di 4.300.000 euro, e ad oggi il progetto della scuola non ancora è stato portato a termine. Ritardi simili si registrano anche per il completamento della viabilità interna ed esterna all'area, i servizi di pubblica utilità come la farmacia, le attrezzature sportive per bambini e ragazzi - dato che solo un piccolo parco giochi ha trovato spazio sotto la tangenziale -, i luoghi di aggregazione e le barriere insonorizzanti data la vicinanza con la tangenziale. I parcheggi previsti dal progetto sono ormai sottodimensionati e danno luogo al “parcheggio selvaggio” in ogni punto del quartiere, l'illuminazione è scarsa, negli ex capannoni industriali è presente amianto non ancora bonificato, i contenitori per la raccolta dei rifiuti sono pochi.  La nuova amministrazione ha annunciato di voler incontrare i cittadini entro fine mese e sta agendo con i costruttori per assicurarsi che i servizi previsti sulla carta da anni siano al più presto realizzati.
 Silvia Morosi

CONSIGLIO DI ZONA 3 - Appuntamenti


- CONSIGLIO DI ZONA

Il prossimo Consiglio di Zona è convocato per Giovedì 13 Ottobre 2011 dalle h. 18.30 alle ore 22.00, presso la sede del Consiglio di Zona 3 in via Sansovino, 9.
Potete trovare l'ordine del giorno al seguente indirizzo
http://www.comune.milano.it/portale/wps/wcm/connect/25104a804586953583548ffd0f1c56e5/AVV.+CONV.+C.D.Z.+n.+13+del+13+ottobre+2011.pdf?MOD=AJPERES

- COMMISSIONI DELA SETTIMANA

Martedì 11 Ottobre dalle ore 19.30 alle ore 20.30 è stata convocata la Commissione Territorio

Mercoledì 12 Ottobre dalle ore 17.30 alle ore 19.00 è stata convocata la Commissione congiunta Territorio, Attività Produttive e Qualità dell'ambiente urbano e mobilità

Vi ricordo che la partecipazione alle singole Commissioni è aperta al pubblico e che è possibile isciversi per ricevere le singole convocazioni e gli aggiornamenti sullo stato dei lavori.

- INAUGURAZIONI

Lunedì 10 Ottobre alle ore 18:00 presso la sede del Consiglio di Zona 3 verrà inaugurata la mostra "Idee progetti per il Parco della Lambretta".
Verranno esposti all'interno della sala consiliare, fino all'11 novembre, i 34 progetti dei 99 studenti universitari che hanno partecipato all’elaborazione di proposte per la sistemazione di una vasta area immediatamente a ridosso della Tangenziale est di Milano (Parco della Lambretta) e in contiguità con il quartiere di recente costruzione nell’ambito del P.R.U. Rubattino.

La mostra resterà aperta al pubblico con il seguente orario 9/12 - 4/17 da lunedì a venerdì.

- BANDI E CONTRATTI

Segnalo l'apertura del bando "Stagione della Cultura", un avviso pubblico di ricerca per l'organizzazione di manifestazioni culturali e l'assegnazione gratuita alle associazioni/scuole che ne faranno richiesta dello spazio dell'auditorium di zona 3, via Valvassori Peroni, 56, nell'autunno 2011 in collaborazione con il Consiglio di Zona 3. 

Per i dettagli, cliccate qui.
Il bando scade il 24 ottobre 2011.
















Via Maiocchi, tutti contro l’ecomostro

Zona 3. I residenti inviano una lettera al sindaco: rispettate le distanza

Via Maiocchi, tutti contro l’ecomostro
Fino a pochi anni fa avevano un'ampia visuale sul cortile interno e sulle case di fronte. Ora gli abitanti di via Maiocchi, zona Porta Venezia, rischiano di ritrovarsi a 10 metri di distanza dall'edificio di 25 metri che sta sorgendo sul retro della via al civico 13. Il nuovo complesso, una palazzina residenziale di otto piani fuori terra, con un piano interrato adibito a box, riceve la prima dichiarazione d'inizio attività nel 2007. La protesta dei cittadini che si riuniscono intorno al Comitato “Antiecomostro” non tarda a farsi sentire: le segnalazioni alla Asl, gli esposti al Comune e i ricorsi al Tar fanno sì che i lavori siano rallentati.
A giugno di quest'anno, però, una gru è calata dall'alto nel piccolo cortile di 500 mq, e sono iniziati i lavori con la rimozione dell'autorimessa monopiano preesistente, venduta nel 2008, e con i primi scavi per le fondamenta. I residenti si appellano ora alla nuova amministrazione perché blocchi i lavori e verifichi l'effettivo rispetto delle distanze, come previsto dal Decreto interministeriale numero 1444 del 2 aprile 1968. Secondo la legge, è prescritta in tutti i casi la distanza minima assoluta di 10 metri tra pareti finestrate e pareti di edifici antistanti. Il progetto sembra rispettare le regole urbanistiche vigenti. Qualche dubbio resta aperto, però, sulla distanza degli spigoli rispetto ai palazzi laterali, che dalle misurazioni dei residenti sarebbero a 4,80 metri e a 6, 50 metri, dato che l' interpretazione della legge su questo punto non sembra univoca. Una lettera è stata inviata al sindaco Pisapia l'8 giugno, e una mozione urgente è stata presentata dal consiglio di zona 3 nella seduta del 15 settembre.
L'assessore all'Urbanistica De Cesaris, presentandosi in Commissione, ha risposto alle numerose domande dei cittadini cercando di rassicurarli sulla presa in carico della questione da parte della Giunta e bloccando momentaneamente i lavori per verificare l'osservanza delle norme antincendio. È questa una delle non poche situazioni nelle quali il consiglio di zona si vede scavalcato in una delle sue più tradizionali funzioni, il parere sulle concessioni edilizie stabilito dall’Art. 29 “Consultazioni obbligatorie” e dall’Art. 45 “Edilizia Privata” del Regolamento del Decentramento Territoriale, a causa dell'utilizzo da parte dei costruttori della D.I.A.(Dichiarazione Inizio Attività) o “Super D.I.A.”, una procedura semplificata che non passa al vaglio del Consiglio di Zona per il parere socio-ambientale.  Un ricorso contro la sospensione dei lavori è già stato presentato dall'impresa costruttrice, che ha anche minacciato richieste di risarcimento per i possibili ritardi e conseguenti costi aggiuntivi, dato che molti degli appartamenti sono già stati venduti.                                          
Silvia Morosi 

Transenne ma nessun operaio: cantiere fantasma da due anni

Piazza Bernini. A pochi passi dalla fermata metro Piola dovrebbe sorgere un’area di sosta interrata

Transenne ma nessun operaio: cantiere fantasma da due anni
Vecchia storia, anche quella del parcheggio di piazza Bernini, a pochi passi dalla metropolitana di Piola. Il progetto prevede la costruzione di un parcheggio interrato, su tre piani, per un totale di 243 posti.  I lavori, che nell’ipotesi iniziale dovevano concludersi nel giro di 24 mesi, non sono realmente mai iniziati e l’unico intervento messo a punto è stato il taglio dei sei grandi alberi che sorgevano sulla piazza, inserita nel piano urbano parcheggi nel 1985.  Il vincolo di tutela paesaggistica posto dalla Regione sulla piazza nel 1991 non ferma la Giunta Albertini che, come in molti altri casi, sblocca la situazione e affida alla cooperativa Città Studi Nuova e alla So.In.So il cantiere. Nemmeno il parere contrario dei vigili del fuoco nel 2005, a causa della mancanza di un sistema di aerazione naturale previsto per legge, ferma la Cooperativa che decide di rivedere il progetto e di sottoporlo nel 2006 al nuovo vaglio dei vigili del fuoco.  I lavori sono pronti a partire, ma qualcuno si dimentica di inviare il nuovo progetto al Comune. Nell’ottobre del 2007 partono i lavori che durano solo tre settimane, il tempo necessario per iniziare la vendita dei box. Nel 2009, dopo anni di immobilismo, la svolta.  
La procura sequestra i cantieri: i documenti per ottenere il via libera dei vigili del fuoco sembra siano stati falsificati, ma i sigilli in venti giorni vengono tolti perché non esistono motivazioni tali da impedire la prosecuzione dei lavori.  La cooperativa decide di fermare i lavori per rivedere il piano sicurezza, e qui anche la storia del parcheggio sembra per ora concludersi.  Passano gli anni, ma nessuno riesce a ipotizzare una soluzione: costruendo l’impianto di aerazione naturale prescritto dalla legge, ci sarebbero talmente tante griglie in superficie da stravolgere l’aspetto della piazza, il cui vincolo ambientale verrebbe violato. La piazza resta così da anni un cantiere: i ristoranti si sono adattati a disporre i tavolini dietro le transenne e l’area recintata al centro è diventata per molti padroni di cani una sorta di area per i bisogni dei loro amici a quattro zampe.
 
S.M.